29 Apr
  • Da Felice Moscato
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Donazione: uno studio conferma l’abbassamento dei livelli di PFAS nel sangue

Uno studio condotto su 285 pompieri con una media più alta di PFAS nel sangue, ha dimostrato come la donazione di sangue , e in particolare quella di plasma, hanno portato a “una significativa riduzione dei livelli di PFAS nel sangue”.

 

Tutti sappiamo come il gesto della donazione di sangue e dei suoi emocomponenti, porti svariati benefici sulla salute oltre ad essere un gesto tanto importante quanto insostituibile. Ma da oggi, grazie ad uno studio australiano, possiamo dire come l’atto della donazione sia capace di salvare la vita anche di chi dona.

Ma facciamo un passo indietro…

L’attenzione sui i PFAS, una famiglia di composti sintetici utilizzata prevalentemente in campo industriale la cui struttura chimica conferisce loro una particolare resistenza ai principali processi naturali di degradazione, è alta già da alcuni anni. Gli effetti sulla salute di queste sostanze comporterebbe, tra i fattori di rischio, un’ampia serie di patologie. Gli studiosi hanno osservato come l’esposizione duratura ai PFAS sia in grado di compromettere il funzionamento del sistema endocrino e causare malattie tiroidee, tumori ai reni, ai testicoli e altre neoplasie.

Secondo un team australiano di ricerca, la donazione regolare di sangue o plasma, potrebbe essere un semplice intervento per ridurre i livelli ematici di questi composti, come osservato in un recente studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open -Effect of Plasma and Blood Donations on Levels of Perfluoroalkyl and Polyfluoroalkyl Substances in Firefighters in Australia

In particolare, la ricerca ha osservato come “sebbene entrambi gli interventi, la donazione di sangue e di plasma, siano funzionali nel ridurre i livelli di PFAS, quest’ultima risulta più efficace e con una diminuzione addirittura del 30%”.

Lo studio. 

Lo studio di ricerca ha sottoposto ad analisi periodiche 285 vigili del fuoco in servizio presso la Fire Rescue Victoria, in Australia, sui quali era stata riscontrata un’alta concertazione PFAS nel sangue (rispetto alla popolazione generale) e che si sono sottoposti alla donazione nel corso dei 12 mesi successivi. “Il livello medio di questi composti – hanno spiegato i ricercatori – è stato significativamente ridotto dalla donazione di plasma (–2,9 ng/ml) e dalla donazione di sangue (–1,1 ng/ml), mentre è rimasta invariata nel gruppo di controllo”.

Mick Tisbury, assistente capo del Fire Rescue Victoria che da anni sostiene la minimizzazione dei PFAS nei servizi antincendio e sviluppato l’idea iniziale per lo studio, ha manifestato quanto emerso da questa ricerca rappresenti un risultato positivo. “I vigili del fuoco spesso antepongono la salute e la sicurezza degli altri alla propria, per cui è importante sapere che i risultati di questa ricerca potranno essere utilizzati per migliorare la salute di coloro che hanno acquisito livelli elevati di PFAS attraverso il lavoro vitale della comunità – ha affermato Tisbury – . Questi risultati non andranno solo a beneficio della comunità dei vigili del fuoco, ma anche delle persone che lavorano in settori ad alto rischio e che sono esposte ai prodotti chimici PFAS”.

Si tratta di un primo risultato che avrà certamente necessità di maggiori approfondimenti ma di certo un tassello importate per la salute di ogni cittadino e di ogni donatore.

Versione PDF dello studio – Effect of Plasma and Blood Donations on Levels of Perfluoroalkyl
and Polyfluoroalkyl Substances in Firefighters in Australia
A Randomized Clinical Trial

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